4/30/2011

PRIVATIZZAZIONE DELLA TAP – RISCHI ED OPPORTUNITA’ PER CAPO VERDE

Il Portogallo entro la fine del corrente anno dovrà privatizzare, oltre ad altre aziende del settore pubblico, anche la TAP.

L’obbligo della privatizzazione rientra nei patti siglati ieri a Bruxelles tra gli esponenti del governo portoghese uscente e i rappresentanti della Unione Europea, delegati a valutare la concessione di un finanziamento straordinario di 78 miliardi di euro, che necessita a Lisbona per risanare il bilancio pubblico e per potersi garantire la continuità della permanenza all’interno della comunità europea.

La TAP che ha sede presso l’hub dell’aeroporto di Lisbona, viaggia verso 75 destinazioni in 33 paesi del mondo e dispone di una flotta composta da 53 aviogetti di produzione Airbus.
Tra le principali destinazioni collega con voli regolari Capo Verde e pertanto la sua privatizzazione potrebbe produrre conseguenze non indifferenti per il sistema delle comunicazioni dell’arcipelago capoverdiano.

Di seguito quattro possibili riflessioni su quanto potrebbe accadere:

  1. La privatizzazione della TAP porterebbe ad accelerare anche il processo di privatizzazione della TACV. Attualmente il governo Praia non ha ancora chiarito e delineato i tempi e la forma di questa operazione che è stata preannunciata durante la recente campagna elettorale, ma viste le condizioni poste ieri da Bruxelles per la concessione del prestito ponte al Portogallo, ora i giochi dovrebbero uscire allo scoperto. La TACV, dopo la privatizzazione della TAP non riuscirebbe più a risultare competitiva, in ordine ai prezzi e alla qualità del servizi  offerti da una nuova compagnia europea gestita da privati e organizzata in base alle regole del “libero mercato”. Da qui l’esigenza di prevenire un sicuro default attraverso l’operazione di privatizzazione della compagnia capoverdiana

  2. Con la privatizzazione della TAP terminerebbero i “privilegi” riservati a questa finora riservati per le comunicazioni aeree con Capo Verde (accordi in essere dal 1975 a seguito del termine della colonizzazione portoghese) , dando inizio ad una sana e paritetica competitività tra tutti gli operatori presenti nel settore della navigazione aerea, che potrebbero portare, come conseguenza, l’avvio dei collegamenti low cost, in particolare con l’Europa

  3. La TAP a differenza della TACV, fa parte di una delle maggiori alleanze mondiali (Star Alliance) che ha come obiettivo la facilitazione dei collegamenti aerei tra compagnie di diversi paesi e, una volta privatizzata saprà sicuramente ottimizzare ancor meglio i processi di code sharing e quanto altro connesso con lo sviluppo destinato ad aumentare il numero dei collegamenti e dei passeggeri trasportati. Un miglioramento della qualità di questi processi potrebbe spingere la “nuova” TAP a dare origine ad propria ed autonoma compagnia low cost da destinare soprattutto ai collegamenti con le località a vocazione turistica come  Capo Verde, le Canarie, il Mar Rosso e i Caraibi

  4. Tra i principali big del settore aereo che hanno già manifestato interesse all'acquisto della compagnia portoghese vi è la TAM (anche questa appartenente al network Star Alliance), ovvero il colosso delle comunicazioni aeree brasiliane. Se le cose dovessero andare in questa direzione è legittimo ipotizzare che Capo Verde, se saprà rendersi competitivo in termini di costi di handing e di qualità nei sevizi di assistenza, proprio per il fatto di trovarsi circa a metà strada tra l’Europa e il continente Sud Americano, potrebbe beneficiare di considerevoli vantaggi economici e strategici 

La TACV davanti agli scenari che si presenteranno con la privatizzazione della TAP dovrà necessariamente “riorganizzarsi”.
Ora il governo, che da una parte si pone il giusto problema delle possibili ripercussioni sul piano dei licenziamenti di una parte dei dipendenti, licenziamenti inevitabili per dare corso ad un serio processo di “ristrutturazione” della compagnia di bandiera (sono oltre 800 i dipendenti della TACV), dovrà necessariamente assumersi pesanti responsabilità.

I tempi imposti da Bruxelles, per la privatizzazione della TAP sono categorici: entro e non oltre il 2011.

Renato Evarchi

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